Sensazioni ancestrali

L’Isola di Pantelleria ha una buona rete viaria, molto agevole da percorrere, che Vi consentirà di raggiungere facilmente tutti i luoghi di particolare interesse. Ciascuno di Voi potrà scegliere cosa vedere e vivere l’Isola, seguendo il proprio istinto, lasciandosi trasportare dalle fantasie che solo il paesaggio riuscirà a trasmettere. Il Vostro interesse potrà indirizzarsi sull’immenso paesaggio naturalistico, sull’incomparabile vegetazione spontanea, sull’aspetto geo-morfologico del territorio, sul patrimonio storico-culturale-archeologico, sui fenomeni di vulcanesimo secondario ancora presenti, sulle caratteristiche coltivazioni ad alberello di uva zibibbo, sulle tipiche abitazioni – i dammusi, sulla sapiente eno-gastronomia, sul mare – con coste, calette, insenature naturali e impervie discese e su quant’altro ancora quest’isola potrà offrire ai Vostri occhi.

Natura e ambiente

Come dicevamo pocanzi, il patrimonio naturalistico di Pantelleria, ha sempre rappresentato una ricchezza inestimabile per l’intero territorio. Una consistente parte, facente riferimento prevalentemente all’area della Montagna Grande e zone boschive limitrofe, era stato dichiarato Riserva Naturale Orientata per le peculiarità ivi presenti. Oggi, con la recente istituzione del Parco Nazionale, tale valore aggiunto, dovrebbe trovare pratica tutela, valorizzazione, insieme ad una migliore e più attenta fruizione. All’interno di una vasta area vivono circa 600 specie vegetali, alcune delle quali di origine africana, ma non presenti in altre aree europee. Ma lo straordinario interesse naturalistico dell’isola è legato anche all’abbondanza di uccelli. Sono circa 21 le specie che nidificano stabilmente in loco e almeno 200 quelle che sono state osservate durante la stagione migratoria, tra la primavera e l’autunno. Inoltre, gli oltre 500 chilometri di sentieri e di viabilità interna, consentono, ad un interessato visitatore, di godere al meglio della natura incontaminata di Pantelleria.

Archeologia

Pantelleria è una delle mete turistiche più interessanti del Mediterraneo, per i molti elementi qualitativi che la contraddistinguono. Turismo a Pantelleria non significa, infatti, solo mare, ma vuol dire anche storia, cultura, tradizioni e molto altro. Dalla seconda metà del XIX secolo, grazie ad una attenta e meticolosa campagna di ricerche e studi, è emerso sempre più chiaramente il percorso storico-evolutivo che ha portato l’isola ai nostri giorni. E’ venuto alla luce, attraverso una peculiare ricostruzione, un tracciato secolare, pieno di battaglie, guerre, dominazioni, popoli, che ha dato origine a villaggi, insediamenti abitativi, tombe funerarie, oggi visibili, almeno parzialmente, anche ai nostri occhi. Da quello che emerge, pare che l’isola, frequentata sin dal neolitico (V millennio a.C.) abbia attratto l’uomo preistorico per la grande presenza di ossidiana, prezioso vetro vulcanico utilizzato in antichità per fabbricare strumenti litici. Tracce di ossidiana proveniente da Pantelleria sono state, infatti, segnalate sia a Malta sia in Sicilia. I primi insediamenti produttivi risalgono all’età del Bronzo (II millennio a.C.) con la testimonianza diretta del villaggio di Mursia e la vicina necropoli dei Sesi. I Sesi, presenza storico-architettonica imponente, hanno avuto una funzione funeraria, costruiti con una struttura circolare a tronco di cono, servivano per dare sepoltura ai morti. Molti sono i ritrovamenti al loro interno, ivi compresi oggetti di varia natura, facenti parte del corredo funebre del defunto. Di epoca certamente successiva, quanto emerge dagli scavi effettuati sull’Acropoli di San Marco e Santa Teresa. Tale sito presenta chiaramente un’asse stradale tagliato nella roccia e un vasto sistema di raccolta delle acque con presenza di molte cisterne, unito a resti di edifici, dotati di una elegante pavimentazione. All’interno di una delle tante cisterne ubicate in tale area, sono state ritrovate le tre teste imperiali, raffiguranti i ritratti di Giulio Cesare, Antonia Minore e Tito. Altra sede di interesse è certamente quella limitrofa alla parte nord del lago Specchio di Venere, dove è venuto alla luce un edificio con funzione di culto. Il tempio, sorge su delle fondamenta di una precedente costruzione punica e ospitava con molta probabilità la statua della divinità e una gradinata di accesso al tempio. In adiacenza, sono state messe in luce alcune stanze di servizio con una zona presumibilmente adibita allo svolgimento di riti sacrificali. Con molta probabilità il tempio era dedicato al culto della fertilità e delle acque, quindi alla Dea punica Tanit, la Venere latina. Molte altre aeree rivestono tutt’ora l’interesse degli studiosi e sono oggetto di ulteriori campagne di studi. Un ultimo cenno merita certamente la ceramica di Pantelleria, quella che lo studioso inglese Peacock definì Pantelleria ware. E’ una particolare tipologia di vasellame da fuoco, utilizzata prevalentemente in cucina per la cottura e preparazione dei cibi, risalente ad epoca romana e che è stata oggetto di un fiorente commercio. Pentole, tegami, teglie, casseruole, olle, ed altri oggetti, vennero infatti esportati dall’isola e raggiunsero i principali mercati mediterranei dell’impero romano. Ma il valore storico-archeologico di Pantelleria, passa anche dal mare. Approdo naturale al centro del mediterraneo, per secoli ha visto scalare e spesso affondare imbarcazioni di ogni tipo che, hanno lasciato traccia del loro tristepilogo. Tra i vari siti sottomarini ritrovati, uno su tutti merita certamente particolare menzione – quello di Cala Gadir. Il fondale di Gadir rappresenta una vera miniera di anfore, molte delle quali oggi acquisite al patrimonio nazionale e regionale e conservate nel museo cittadino. Per gli amanti dell’immersione, a Cala Gadir è stato realizzato un vero e proprio itinerario archeologico subacqueo con un immenso patrimonio archeologico ancora giacente sul fondale marino, ben visibile al visitatore.

Il vulcano

L’isola di Pantelleria è un vulcano nato dal fondo del mare in seguito all’accumulo di materiali effusivi raffreddati. Pur non potendone datare con certezza la nascita, moltissimi geologi ritengono che l’affioramento sia da collocare in epoca, geologicamente recente, circa 200.000 anni or sono. La conformazione imponente dell’edificio vulcanico sottomarino sembrerebbe essere il risultato di almeno 3 differenti momenti o stadi:
 il primo, con l’affioramento del magma basaltico sul fondo del mare su una direzione nord-ovest/sud-est, diede origine ad un primitivo cono composto da vulcaniti acide;
 il secondo stadio originò la formazione, nella caldera centrale, di una grande cupola di ristagno di tracheite sodica, costituita dall’attuale Montagna Grande;
 il terzo ed ultimo stadio è rappresentato dallo sprofondamento della parte meridionale della Montagna Grande, lungo una faglia su cui insiste un cratere di esplosione – l’attuale Monte Gibele.
Il vulcano è tutt’ora attivo, anche se le sue attività sono marginali e non destano alcuna preoccupazione agli esperti vulcanologi. Evidenti sono le tracce dell’attività vulcanica secondaria che meritano di essere menzionate.
 Le sorgenti termali, le cosiddette caldarelle, pozze di acqua calda la cui temperatura varia tra i 30 e i 42 gradi. Sono facilmente visibili nella zona sud-est del lago Specchio di Venere, dove in molti utilizzano i fanghi ritenendoli benefici per la pelle.
 Oltre alle citate caldarelle vi sono numerose sorgenti termali marine, che sgorgano in diversi punti della costa, con indubbie virtù terapeutiche. Alcune di esse si trovano distanti dalla riva e sono facilmente riconoscibili grazie alla presenza di grosse polle d’acqua calda che raggiungono la superficie del mare. Quelle che raggiungono la più alta temperatura, stimabile in circa 85 gradi, sgorgano nella zona di Nicà e si mischiano subito con l’acqua del mare. Altre sorgenti sono quelle presenti nella zona della Grotta di Sataria, Scauri e Gadir.
 Le favare, getti di vapore che possono raggiungere anche i 100 gradi. Questi getti fuoriescono da fessure della roccia ad intermittenza, accompagnati in alcune circostanze da emissioni di anidride solforosa e da acido salfidrico (Serraglia, Favara Grande, Favarelle).
 Le stufe, chiamate anche Bagni Asciutti, grotte naturali all’interno delle quali fuoriescono emissioni di vapore ed utilizzate come vere e proprie saune naturali, molto utili per la cura di malattie reumatiche o respiratorie. Uno dei più importanti bagni asciutti è certamente quello ubicato in contrada Sibà, meta ambita da molti frequentatori dell’isola. Altro bagno asciutto è quello di località Kazzen, oggi purtroppo non fruibile.
 Le mofete, punti da cui fuoriescono vapori di anidride carbonica, dislocate prevalentemente tra la Montagna Grande e la Cuddia di Mida.

Il Dammuso

Il dammuso è il simbolo architettonico di Pantelleria. Nasce in epoca remota e fonda le sue origini su due concetti fondamentali – l’uso della pietra vulcanica, facilmente reperibile, lavorata e modellata secondo necessità e la copertura a volta. E’ un modello abitativo semplice che tiene conto degli aspetti morfologici del terreno, ma contestualmente funzionale all’uso abitativo ed attento agli sbalzi termici. L’abitazione tipica primordiale è generalmente quadrangolare, con muratura in pietra lavica locale, murata a secco con mura di grande spessore, con una copertura a cupola, solo raramente a botte, con un sistema di raccolta dell’acqua piovana, che andava ad alimentare una cisterna adiacente. L’interno era composto da tre vani: sala, cammarino e alcova. Vari sono gli elementi di arredo architettonico, caratteristici del dammuso pantesco: a casena – nicchia ricavata all’interno di un muro a parete, a ducchena – banchina in pietra addossata ad una parete, u passiaturi – corridoio scoperto, di collegamento tra diversi ambienti, u jardinu – costruzione in muratura circolare, vero tempio a protezione dell’albero di agrume, – l’aira – area circolare circoscritta dedicata a spaiare il grano, u stinnituri – area dedicata alla essiccazione di uva, fichi, pomodori, a pinnata – tettoia con travi in legno e copertura in canne locali. Oggi, la stragrande maggioranza dei dammusi ad uso turistico, conservano intatte le caratteristiche tradizionali del dammuso antico, con l’aggiunta dei confort moderni per assicurare a tutti gli ospiti ogni gradita comodità, in un ambiente antico.

Agricoltura ed enogastonomia

Il suolo isolano, essendo di natura vulcanica, è sempre stato fertilissimo ed è stato sapientemente sfruttato dalle passate generazioni. Nonostante la non agevole conformazione orografica del suolo, la sapiente mano dell’uomo ha saputo modellare il paesaggio ancestrale pantesco, rubando spazio alle rocce, disegnando un modello di terrazzamenti, molto simile ad altre zone mediterranee. Si tratta di paesaggi che suscitano nel visitatore forti emozioni, integrando e racchiudendo al loro interno, storia, origini, tradizioni, sapienza, fatica e tanto, tanto lavoro. La puntuale dedizione e la costante coltivazione della terra, ha consentito alla nostra isola di essere sufficientemente autonoma per millenni, con terrazzamenti coltivati che dalla Montagna Grande scendevano sino alla riva del mare. Oggi, buona parte del territorio agricolo è prioritariamente riservato alla produzione di due primarie eccellenze: l’uva zibibbo e il cappero. La vite, bacca da cui nasce l’uva zibibbo, famosa sin dai tempi antichi e che aveva dato origine al famoso “nettare degli Dei”, ha finalmente avuto il riconoscimento che meritava. La sua unicità, il faticoso tipo di coltivazione “ad alberello”, che richiede pazienza, cura, costanza e tanto sacrificio, le hanno assicurato il riconoscimento UNESCO di Patrimonio immateriale e culturale dell’Umanità. Riconoscimento prestigioso, importante, storico, che riconosce valore al pesante ed eroico lavoro di millenarie generazioni e che da, oggi, ancora maggior valore alle produzioni del famoso Passito di Pantelleria e agli altri prodotti enologici locali. Anche la coltivazione del cappero, merita l’attenzione del visitatore. I capperi di Pantelleria, infatti, nelle varietà capparis spinosa, inermis e cultivar nocellara, sono stati riconosciuti di qualità superiore con decreto del Ministero delle Risorse Alimentari. Dalla raccolta di questi ed altri prodotti, trae origine la tradizione culinaria contadina pantesca, che ha saputo sfruttare al meglio quel poco che la terra offriva. Dalla perizia delle passate generazioni e grazie alla generosa terra vulcanica, i prodotti di Pantelleria, hanno avuto ed hanno un ruolo rilevante nella cultura locale. Un amante della buona cucina, un estimatore del gusto, non può passare da Pantelleria, senza assaporare le tante bontà offerte da questa terra. Avrete modo di passare un pomeriggio in cantina per assaggi di vino o di un buon passito, come pure potrete gustare presso i migliori ristoranti i tanti piatti tipici a base di prodotti locali. C’è ne per tutti i gusti.

Mare e coste

Abbiamo sinteticamente descritto quanto Pantelleria possa offrire ad un attento visitatore. Appare evidente però che molti vacanzieri, apprezzino molto anche il mare e quanto vicino ad esso. Come ogni isola, anche Pantelleria va vissuta a mare e dal mare. Lo spettacolo delle coste isolane è certamente emozionante, con riflessi di vari colori, strapiombi vertiginosi, grotte, insenature, baie e ridossi naturali. All’interno di una vacanza a Pantelleria, non può mancare il consueto giro dell’isola in barca, magari con un esperto capitano che spieghi sapientemente ogni singola sfaccettatura del territorio, con un buon bicchiere di vino, un piatto di spaghetti e tanto divertimento. I fondali si prestano a varie attività, comprese immersioni guidate con i vari diving presenti, che vi faranno vivere storia e natura insieme. L’ambiente marino incontaminato è tra i più ben conservati del bacino mediterraneo, con rigogliose praterie di posidonia, gorgonie e corallo nero. Anche i fondali, misti tra roccia e sabbia, ricchi di pesce, consentiranno emozionanti incontri con molte specie. Tra le immersioni consigliate, sicuramente quella prevalentemente archeologica di Gadir e una più tipicamente naturalistica nella zona di Punta Fram. Tra le tante discese a mare e/o zone di particolare interesse, meritano menzione Cala Gadir, Cala Tramontana, Cala Levante, Arco dell’Elefante, Martingana, Balata dei Turchi, Nicà.